
Finisce pari il big match di Torino, ma la Juventus non ne esce sconfitta solo grazie a un golletto di Amauri che riacciuffa i viola, superiori in tutto. Ed è proprio la squadra di Prandelli a mangiarsi le mani, perchè contro la Signora di stasera avrebbe potuto e dovuto vincere. A conferma che la retroguardia bianconera è da campionato- salvezza, dopo 4 minuti scarsi i toscani sono passati: è bastato il primo affondo, una giocata svelta anche se non trascendentale di Jovetic, per permettere a Vargas di bersi facilmente Grygera e insaccare. La Juve ha avuto il merito di non mollare e, dopo aver sfiorato il pari con Iaquinta (prodigio di Frey, ma mezzo errore del bianconero), lo ha raggiunto a metà tempo con un pò di fortuna: la palla sbucciata da Iaquinta si è trasformata in un assist per Amauri, che si è sbloccato dopo otto mesi mettendo dentro un pallone che probabilmente anche suo figlio sarebbe stato capace di insaccare. Poi, la Juve si è spenta, vittima delle proprie contraddizioni di squadra costruita male: Melo incerto, legnoso e inutile, Grosso che ha fatto rimpiangere Molinaro (un autentico record), nessuno in grado di palleggiare e di muoversi senza palla (l’arte di cui, per contro, è maestra la Fiorentina), Diego solo a predicare nel deserto con la sua classe pura, ma troppo distante dalla coppia di punte per fornire palloni efficaci. Nel museo degli orrori anche Grygera, contro cui tutti vorrebbero giocare (Vargas è stato il migliore dei viola), Amauri ormai la caricatura di se stesso. Sul fronte opposto, Zanetti ha guidato la campagna rimpianti: perfetto nell’impostare il gioco, continuo e pieno di fosforo, ma tutta la squadra lo ha assecondato, muovendosi sempre in anticipo a ricevere, con una mentalità assolutamente collettiva. Il torto di Frey e compagni, è l’incapacità di chiudere le partite: Vargas alla fine del primo tempo, Iovetic e Gilardino nella ripresa hanno avuto il pallone del ko e l’hanno fallito.Tra le poche note positive della squadra di Ferrara, che non vince da oltre un mese (pari con Genoa e Bologna, sconfitta a Palermo, ma anche in Europa non ha mai ottenuto i tre punti), l’ottimo ritorno di Sissoko e la buona prova di Poulsen, l’ex brutto anatroccolo di cui ci si voleva disfare perchè è stato acquistato uno come Melo, per la stessa cifra pagata per Diego. E poi la catena impressionante di infortuni: insomma, l’ottobre nero di Ferrara rischia di diventare più scuro di quello di Ranieri. Con una differenza: che il tecnico romano non aveva Diego e che le prospettive in Europa sono molto più fosche. Il pubblico lo ha intuito e alla fine ha fischiato sonoramente. La Fiorentina ha acquisito da tempo la consapevolezza di saper giocare a calcio e di poter imporre il gioco a chiunque: ora deve acquistare quella di essere in grado di vincere con chiunque. L’Inter è avvertita: oggi, il suo nemico più pericoloso è la squadra di Prandelli.«Non basta questo punto, volevamo sfruttare il fattore campo per battere una squadra forte e organizzata come la Fiorentina e non possiamo essere contenti del risultato». Ciro Ferrara non è per nulla soddisfatto. L’1-1 interno contro i villa non gli sta bene, non perchè la squadra di Prandelli non l’abbia meritato, ma perchè la sua Juve non vince da 4 turni e nella ripresa si è un pò persa. «Nel secondo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà a centrocampo, forse qualcuno era stanco - spiega il tecnico della Juventus -. Abbiamo subito il gol nei primi minuti, ma abbiamo sempre dato la sensazione di poter recuperare e abbiamo avuto le occasioni, dopo il pareggio, per andare in vantaggio. Nei primi 35 minuti abbiamo fatto un’ottima gara, non abbiamo mai rischiato, nè concesso grandi occasioni». Ferrara difende Felipe Melo, ancora una volta il brasiliano non ha convinto pienamente. «Non credo che stenti, nei 20 minuti finali, però, era un pò troppo stanco - spiega Ferrara -. I centrocampisti bisogna aiutarli, dobbiamo lavorare da squadra tutti insieme, compresi gli attaccanti che nel primo tempo l’hanno fatto, nel secondo meno e i centrocampisti hanno sofferto».
Juventus da un pezzo a questa parte molto deludente sul piano del gioco e dei risultati, qualcosa non va e lo si vede. Sarà il modulo, sarà l'allenatore o saranno tutte due le ipotesi ?