lunedì 4 aprile 2011

Roma 0 Juventus 1


Gara avvincente, la Juve c'è e con Pepe è subito pericolosa. La Roma, però, non si spaventa e, al 9', è bravissimo Storari a dire no a un gran sinistro di Vucinic. Giocano meglio i giallorossi, ma i bianconeri tengono bene il campo e con Pepe e Krasic sono sempre insidiosi. Al 30', però, è ancora Storari a superarsi sul gran destro al volo di capitan Totti. La Juve risponde con Grosso (buona la sua gara), ma è sempre decisivo il vice-Buffon che, al 46', vola in tuffo per dire no a De Rossi. Sul capovolgimento di fronte Matri spreca la palla dello 0-1.

Gran primo tempo, ma i ritmi restano alti anche nel secondo. Al 14' la Juve passa con un destro al volo di Krasic su assist di Grosso. Il serbo esulta alla Totti infilandosi il pollice in bocca. La Roma non ci sta, si sbilancia e si espone al contropiede: Pepe la grazia al 24'. Tre minuti più tardi Storari si arrende, ma a salvarlo sul gran destro di Menez è la traversa. Non c'è un attimo di tregua, Doni tiene in gara la sua squadra parando una conclusione ravvicinata di Krasic, ma al 29' la Juve si porta sul 2-0 con Matri che, ancora su assist di Grosso, si presenta tutto solo davanti al portiere e lo batte di destro. Inutile il forcing finale, finisce 2-0 per i bianconeri che si portano a quota 48 punti, a -2 dalla Roma.

domenica 3 aprile 2011

Juventus Blog is Back

Ben tornato Juventus Blog, già a distanza di più di un anno, il blog ritorna in attività. Molteplici motivi hanno contribuito alla sospenzione di nuovi post, anche la sfiducia del creatore (il sottoscritto).
Tutto fino ad alcuni giorni fa, quando finalmente mi sono sentito ispirato per poter portare avanti nuovamente il progetto.
Ne è passata di acqua sotto i ponti (come si suol dire) ma "l'andazzo" non è certamente migliorato, forse addirittura peggiorato. Ci eravamo lasciati con un Ferrara che non vienceva più una partita e con uno zaccheroni subentrato a poche partite dal termine, ci ritroviamo con un Gigi Del Neri che nel 2011 ha collezionato 7 sconfitte (fino ad ora, ovvero prima di Roma Juventus) ma che non è ancora stato esonerato, ed ancora , ci eravamo lasciati con alcune Bidoni come Poulsen e Tiago, ci ritroviamo con Martinez e Motta. La juventus oramai sembra destinata a lottare per entrare nella europa league.
Ogni anno la solita storia, tante promesse ad inizio calcio mercato, i soliti ignoti acquistati ad fine trattative e i soliti piazzamenti deludenti in campionato.
Passano gli anni, passo i presidenti e dirigienti, ma non passa la voglia di fare di questa juve una mediocre squadra che ambisce ad un piazzamento in serie A.

sabato 20 febbraio 2010

Bologna-Juventus in Diretta.

Domani alle ore 15 su juventusblog verrà trasmesso l'incontro di serie A tra Bologna e Juventus.

venerdì 19 febbraio 2010

Ajax 1 Juventus 2

Non sarà l’Ajax di Cruyff, ma vincere ad Amsterdam è sempre un’impresa, soprattutto quando si attraversano periodi così storti come quello della attuale Juventus. Una doppietta del rinato Amauri, con magia di Del Piero, una strenua resistenza, un pizzico di fortuna e l’ingenuità degli olandesi hanno confezionato una vittoria preziosissima per il morale e per il prosieguo del cammino in Europa League dopo il 2-1 nei 16/i d’andata. Sono ancora tante le ombre nella squadra bianconera, ma nessuno avrebbe nemmeno sognato, solo due settimane fa, che i bianconeri potessero venire a vincere in Olanda. Adesso, comunque, la squadra comincia ad avere un’anima, perchè altrimenti non avrebbe resistito indenne al primo quarto d’ora, dopo essere stata trafitta (tanto per cambiare alla prima seria aziona avversaria) dai padroni di casa, partiti a cento all’ora.Poi, sono venuti fuori l’esperienza bianconera e l’ingenuità (ma anche qualche vistoso limite tecnico) dei padroni di casa e la Juve ha cominciato a crederci, portando a casa la vittoria nonostante qualche brivido di troppo. Bene Amauri, Del Piero, Chiellini e soprattutto De Ceglie. Male ancora Diego e , stranamente, anche Sissoko. Comincia all’arrembaggio l’Ajax, molto rapido ma altrettanto impreciso. Però, al primo affondo, i lancieri passano. Spreca in attacco la Juve, recupera velocissimo una palla de Jong, che la cede a Suleynami, entrata in area e rasoterra angolato, con Zebina rimasto a guardare. Timida reazione bianconera con un colpo di testa fuori di Chiellini su angolo. La Juve cede molto sul piano del ritmo e sembra inesistente in attacco, anche perchè Diego è evanescente. Un segno di vita, la squadra bianconera lo dà al 25’, quando Legrottaglie smista a Del Piero, che innesca Diego, tiro pronto e parata decisiva di Stekelenburg. Poi il capitano rientra di nuovo in cineteca: due tunnel per liberarsi dell’avversario, palla scaricata su De Ceglie, cross e Amauri a martello ripete il gol con il Genoa. Ajax ingenuo ma Juve determinata e coraggiosa. La squadra di Zaccheroni in questa fase sembra controllare meglio la partita, ma soffre ancora troppo la velocità avversaria. Pericolo al ’37, quando su angolo svetta Alderweireld e colpisce di testa mandando fuori di un niente. L’Ajax reclama il rigore (dubbio) su Suarez. Sono comunque sempre le fasce il tallone d’Achille bianconero, soprattutto quella destra, dove l’accoppiata Van der Wiel-Suarez sembra indiavolata. Ripresa con una Juve un poco più quadrata, ma l’Ajax cerca sempre di fare la partita e attacca con i terzini molto alti. È uscito Zebina ed è entrato Grygera, proprio per cercare di limitare Emanuelson, insistente ed efficace nelle iniziative. Poi la Juve mette il turbo: De Ceglie, altra fuga splendida sulla sinistra, servito da Marchisio, cross perfetto e ancora Amauri svetta di testa. Juve cinica, questa volta, ma Ajax molto discutibile in difesa. De Jong si mangia un gol grosso come una casa, su assist di Suarez: la Juve non sempre vigila in modo efficace sui cross e il pericolo è sempre nell’aria. L’Ajax sembra cominciare ad affievolire la propria spinta, anche se un paio di palle insidiose passano vicino a Buffon. La Juve cerca di controllare, ma a rendere più duro il lavoro della difesa c’è l’inconsistenza di Sissoko e Diego. Sulla ennesima incertezza difensiva, De Jong coglie il palo a Buffon battuto. È l’ultimo brivido: esce Del Piero, entra Salihamidzic, si gestisce la partita a dovere e si comincia a pensare al Bologna.

Amauri è tornato nuovamente a segnare, tre goal in due partite, le reti sono tutte dovute a dei cross dal fondo. Che abbia ragione Zaccheroni quando dice che a questo tipo di giocatore servono dei cross dalla linea di fondo e non dalla trequarti campo? In effetti con la gestione precedente non andavamo mai a cercare il cross per servire giocatori come Trezeguet ed Amauri, che di cross fatti bene vivono. Speriamo che non sia solo un caso e che L'italo-brasiliano ci trascini più in alto possibile, insieme a Capitan Del Piero.

giovedì 18 febbraio 2010

Ajax-Juventus in Diretta


Watch live video from matchesweb1 on Justin.tv

Si ricorda che juventusblog-davide.blogspot.com non è direttamente o indirettamente responsabile dell'infrazione di eventuali diritti di proprietà derivanti dalla trasmissione del su esposto evento in quanto l'evento stesso è ospitato su un server esterno da quello di juventusblog-davide.blogspot.com e che juventusblog-davide.blogspot.com non è nè direttamente nè indirettamente collegabile al sito che trasmette l'evento e che, si suppone, ne detenga tutti i diritti d'uso. Il sito Justin.tv comunica inoltre nel suo regolamento che i contenuti sono pubblicati sotto la totale responsabilità del pubblicante e Justin.tv dichiara di non interferire con le procedure standard messe in atto dai detentori del copyright per proteggere i loro materiale

domenica 14 febbraio 2010

Juventus aumentano le quote con Zaccheroni ?


Come molti di voi sapranno la Juventus ha di recente firmato un accordocon Betclick come partner ufficiale per le scommesse online. Avretesicuramente visto tutti delle immagini con Arrigo Sacchi come testimonial.Sembra quasi che si vada a creare anche una sorta di spartizione delle principali squadre di Serie A (pensiamo ad esempio a Bwin e il Milan). La juventus poi essendo una squadra molto popolare e seguita anche all´estero potrebbe anche essere un buon investimento per l´operatore inglese, datoche porterebbe visibilità su campi stranieri. Per ora la Juventus vienedata a 60 come vincitore del campionato. Considerate che, tanto per fare un esempio, alla roulette online le probabilità sono di 25 a 1. Chissa che con Zac non aumentino le probavbilità e diminuiscano quindi le quotazioni.Staremo a vedere. È comunque un buon indicatore della fiducia nel nuovoallenatore. Le quote per Ajax Juventus promettono bene. La Juve è pagata a 2.38, mentre la vittoria dell´Ajax a 2.77. Ovviamente rivolgetevi solo agli operatori che sono autorizzati dai monopoli e hanno una licenza, checome la società suddetta, hanno acquisito la licenza dai Monopoli (licenza AAMS) di operatore per giochi online & scommesse.

Juventus 3 Genoa 2

La giornata è iniziata con il riconoscimento ad Alex Del Piero per il maggior numero di presenze nella juventus e il capitano ha voluto ringraziare tifosi e società regalando sprazzi di splendido calcio.
La Juventus sa anche vincere e Zaccheroni si gusta il primo successo (3-2 contro un volitivo Genoa) che ha soprattutto il significato di fare uscire la squadra da un incubo. E ci riesce, in mezzo ai soliti errori, grazie al cuore collettivo e alla grinta del capitano Alex Del Piero che, pur giocando a sprazzi, confeziona prima il 2-1 e poi trasforma il rigore decisivo del 3-2 (concesso un pò generosamente da Mazzoleni) nel giorno in cui sorpassa con 445 presenze il monumento Giampiero Boniperti. Dal successo di Parma (assolutamente fortuito) del 6 gennaio scorso, si erano accumulate solo delusioni (sconfitta con Milan, Chievo, Roma e pareggi con Lazio e Livorno) e i bianconeri, oltrechè in caduta verticale, sembravano ormai bloccati anche psicologicamente e quello di oggi con il Genoa era diventato un autentico spareggio. Oggi, nonostante il doppio harakiri che la squadra si è di nuovo fatta, alla fine Del Piero e compagni ce l’hanno fatta e i tre punti con i rossoblù sono davvero preziosissimi perchè consentono di portarsi (in attesa del Napoli) a un punto dal quarto posto, anche se non autorizzano per il momento all’ottimismo. Era cominciata come al solito: primo affondo dell’avversario e gol. Ma poco prima c’era stato anche un palo rossoblù a far tremare Buffon. La Juve ha reagito ed è riuscita a pareggiare con il redivivo Amauri: una rimonta fatta di generosità, ardore e muscoli, non certo di lucidità. È arrivato anche il raddoppio nella ripresa con una azione da cineteca, ma nemmeno sessanta secondi dopo la Signora di quest’anno si confermava: primo crosso avversario e questa volta è Buffon a fare la parte della saponetta. Il secondo pari avrebbe steso anche un toro, ma la Juve di oggi, cui Zaccheroni ha restituito, per ora, autostima e un briciolo di organizzazione di gioco, non si è arresa ed è arrivato il premio, giusto anche se non proprio irresistibile nella fattura, del terzo gol. Papastathopulos lascia un pò troppo il piede su Del Piero in area e Mazzoleni, a due passi, non se la sente di negare un rigore per danno procurato ma rimane il dubbio che l’intervento possa essere cominciato fuori area. Tra le note positive bianconera, un Caceres formato gigante, un Amauri tornato a tratti pericoloso come ai bei tempi, Marchisio e Candreva in gran spolvero e un Del Piero sotto tono atleticamente ma sempre decisivo. Ma soprattutto la squadra ha dato l’impressione di voler seguire Zaccheroni, perchè si è visto un pressing organizzato, giocate più rapide e brevi, qualche smarcamento in più rispetto al solito, spiccioli di organizzazione più accentuata, con la difesa a tre e Caceres che dinamicamente faceva da pendolo tra un settore e l’altro. Manca ancora Diego, assolutamente evanescente fino al colpo di tacco da campione per il gol di Del Piero. Ma la squadra è ancora troppo vulnerabile dietro: Rossi ha fatto quello che voleva in un fazzoletto per il primo gol e il pari genoano è ancora frutto di una dormita collettiva, anche se Buffon si è distinto per una volta in negativo. Il Genoa privo di numerosi titolari è sceso in campo per controllare la partita, ma poi, vista la facilità con cui è arrivato al gol, è sembrato crederci. Ha però cominciato male la ripresa, concedendo all’avversario e il secondo pari avrebbe dovuto avvertire la squadra di stare più attenta. Invece si è fatta trovare scoperta sull’affondo di Marchisio e Papastathopulos ha commesso il fallo ingenuo che ha indotto Mazzoleni a fischiare il rigore decisivo.
Prima vittoria di Alberto Zaccheroni da quando è subentrato a Ciro Ferrara, Amauri torna al goal dopo più di 3 mesi e mezzo e Del Piero torna ad essere decisivo per il risultato.

mercoledì 10 febbraio 2010

Livorno 1 Juventus 1


La Juve (in dieci uomini per l’espulsione di Felipe Melo) pareggia 1-1 in casa del Livorno nel secondo anticipo di serie A. Cosmi conferma lo schieramento 3-5-2: davanti al nuovo acquisto Rubinho, difesa con Perticone, Knezevic e Diniz; a centrocampo Raimondi, Pulzetti, Mozart, Antonio Filippini e Vitale (al posto di Pieri); in attacco la coppia composta da Bellucci e Lucarelli. Zaccheroni vara la difesa a tre (Legrottaglie, Cannavaro, Chiellini). A centrocampo Caceres, Candreva (ex di turno), Felipe Melo e Grosso (preferito a De Ceglie); Diego trequartista alle spalle di Amauri e Del Piero. Gara vivace sin dai primi minuti: al 3’ occasione per il Livorno con la fuga sulla sinistra di Vitale. Il cross al centro è intercettato da Chiellini. Al 6’ Filippini controlla la sfera al limite dell’area bianconera e lascia partire un tiro che termina a lato. Un minuto dopo ancora Livorno con il destro a girare di Pulzetti di poco fuori. Al 26’ il Livorno sblocca il punteggio: cross di Vitale dalla sinistra e colpo di testa vincente di Filippini. Al 30’ ancora toscani insidiosi con il colpo di testa di Lucarelli da posizione centrale, bloccato da Buffon. Al 35’ Bellucci fa partire un gran destro con palla che termina poco distante dal palo alla sinistra di Buffon. Il pareggio della Juve matura al 42’ con la deviazione di testa di Legrottaglie su punizione di Diego. Nella ripresa (3’) un forte sinistro di Candreva impegna Rubinho.
Al 27’ Pulzetti elude l’intervento di Caceres e serve al centro Filippini che da buona posizione alza troppo la mira. Al 37’ il fallo di Felipe Melo è sanzionato dal direttore di gara con il secondo cartellino giallo per il brasiliano. Secondo pareggio per la Juve targata Zaccheroni. In classifica la squadra bianconera sale a quota 35 punti. Il Livorno stacca la Lazio e si porta a 23.

Ritmo retrocessione per la Juventus, adesso serviranno 30 punti in 15 gare, cioè una media punti di 2 a partita. Sarà veramente difficile per la Juventus 2009/2010.

sabato 6 febbraio 2010

Livorno - Juventus in tempo reale.


Watch live video from giancka on Justin.tv

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mercoledì 3 febbraio 2010

Juventus 1 Lazio 1

Se il buon Dio impiegò sei giorni per fare il mondo non si poteva pretendere che Alberto Zaccheroni da Cesenatico trasformasse la Juve in 48 ore, che è un lavoro molto più complesso della Creazione: infatti a giudicare l’1-1 contro la Lazio l’effetto della scossa derivata dal cambio di allenatore è soltanto un lievissimo formicolio. Dopo tre sconfitte consecutive in campionato è arrivata questa anomalia del pareggio che con Ferrara sembrava tabù. Davvero poco. Ci aspettavamo di meglio e sicuramente se lo attendevano i residui ottimisti in uno stadio dove ormai non vanno neppure gli abbonati: agli insulti che per tutto il match hanno accompagnato la dirigenza e Cannavaro, si sono aggiunti alla fine i fischi e un coro della curva contro il nuovo allenatore.Il problema è che sono rimasti i vizietti, causa della profondissima crisi in cui sono caduti i bianconeri da tre mesi: la Juve crea poche palle gol (la rete è venuta soltanto da un rigore concesso con molta generosità per un tocco di Diakitè a Del Piero) e quando è in vantaggio si impaurisce. Con venti minuti da gestire contro una delle formazioni peggio imbastite della serie A, i bianconeri non sono stati capaci di congelare il gioco e mantenerne il controllo: hanno permesso alla Lazietta di farsi sotto, di attaccare e di pareggiare in 8’ con l’ennesima falla difensiva, questa volta di Grygera su Mauri, bravo a deviare il cross di Zarate. La solita solfa e la quinta rimonta subìta, con un pallido alibi perché, appena raggiunto il vantaggio, Zaccheroni ha dovuto sostituire l’uomo più solido del match, Felipe Melo, che si lamentava per un infortunio. Aggiungere un terzino e arretrare l’azione, sballando anche gli equilibri a centrocampo, è stato un tutt’uno fatale.Zac il Traghettatore ha spiegato che la soluzione dei problemi sta nel riportare ciascun bianconero a un rendimento accettabile e dalla somma dei singoli progressi uscirà il totale: ebbene nel primo tempo soltanto Felipe Melo, che non sbagliava un pallone, valeva più che nel periodo di Ferrara, gli altri ristagnavano tra la mediocrità e l’insufficienza. Forse la ricetta di Zaccheroni è quella giusta, e comunque la più semplice da indicare, ma quando si vede un fenomeno di tecnica come Del Piero sbagliare uno stop e inseguire la palla finita a dieci metri dal piede c’è da pensare che le medicine vadano iniettate in dosi da cavallo altrimenti la guarigione avrà tempi lunghissimi e il traghetto non raggiungerà la meta. All’apparenza la diversità più evidente del nuovo corso è nel predominio del gioco (almeno finché non è giunto il vantaggio): nei mesi scorsi la Juve subiva persino l’iniziativa del Chievo e del Catania, ieri sera invece la palla stazionava continuamente nella metà campo della Lazio anche se in tutto il primo tempo Muslera interveniva su due tiretti, uno di Diego che lo imbarazzava rimbalzandogli davanti e l’altro su una palla spizzicata in mischia sempre su cross del brasiliano. Per Zaccheroni la manovra d’attacco è una zavorra pesante da eliminare perché c’è sempre la tendenza a imbottigliarsi e ne risultano fraseggi impossibili dentro spazi lillipuziani. Il risultato è di arrivare raramente al tiro e il povero Amauri con le spalle sempre alla porta non può che fare sponda inventandosi acrobazie azzardate: con questo andazzo non ci stupiremmo se il prossimo gol lo segnasse in un’altra società, magari in un altro Paese. Qualcosa è cambiato nella ripresa: Diego (che ha colpito pure un palo al 9’) ha giocato costantemente a ridosso delle punte lavorando decine di palloni, alcuni con destrezza, Candreva si è sgelato, De Ceglie ha piazzato alcune accelerazioni e cross che Grosso non sa più fare. A parte il rigore di Del Piero, discutibilissimo ma senza il quale non si sarebbe schiodata la partita, si sono viste le tracce di quanto Zaccheroni potrà fare per restituire la Juve a un livello decente anche contro avversari più impegnativi della Lazio. Certo, se poi non si riesce a conservare mai il vantaggio, anche il tecnico romagnolo non sarà che l’imitazione di Penelope, sempre lì a disfare la tela. Altro che Caronte.

Il traghettatore è Zaccheroni.

Dall’ultima notte horror, con i quarti di Coppa Italia appena tumulati a San Siro, uscirà finalmente il nuovo allenatore della Juve: via Ciro Ferrara, ufficialmente, perché di fatto era ormai esonerato da domenica scorsa, dentro Alberto Zaccheroni, che ieri sera era a Cesenatico a guardarsi la partita in tv e già oggi arriverà a Torino per l’allenamento del pomeriggio. Uscendo dagli spogliatoi, il presidente Jean-Claude Blanc timbra sostanzialmente il licenziamento: «Abbiamo fallito uno degli obiettivi stagionali e c’è amarezza e rammarico. Conosciamo bene la situazione da tempo: domani (oggi per chi legger, ndr) saprete le nostre decisioni». Ciro lascia con cifre che lo rendono indifendibile, parola sua: in 31 partite sulla panchina bianconera, ha raccolto 15 vittorie, 5 pareggi e 11 sconfitte. Con passione e orgoglio, ma senza risultati e anche lui ha poco da dire: «Bastano 30 secondi per cambiare la storia, la punizione che ha portato all’1-1 è nata da un’azione in fuorigioco. Ma ormai è andata».Dentro casa Juve c’era dibattito. E forse ci sarà ancora oggi, sull’altro candidato, Claudio Gentile: che a qualcuno sarebbe andato bene e a molti altri no. Ci sarà un consulto con la proprietà, poi l’annuncio: Zac favoritissimo. Soprattutto, si era tentennato per lo spiraglio lasciato aperto da Rafael Benitez. Lui era la vera ragione di questo infinito temporeggiare, nonostante la tempesta. Nel frattempo, bye bye anche alla Coppa Italia, che era uno dei due bersagli rimasti. Ieri a pochi chilometri dall’hotel Marriot di Milano, dov’era in ritiro la squadra bianconera, i rappresentanti della Juve hanno incontrato per ore i legali del tecnico spagnolo: non la novella Triade, facce troppo conosciute per andarsene in giro a trattare accordi in piena stagione, ma fidati professionisti. Analizzate clausole e penali del contratto che lega il tecnico al Liverpool fino al 2014, qualche sentiero percorribile era stato trovato: si trattava solo di pesarne i costi e, soprattutto, la disponibilità del club inglese. La Juve voleva tentare il sensazionale ratto ad annata in corso, cioè adesso, ma da subito aveva fatto sapere di non voler fare alcuno sgarbo ai colleghi d’oltremanica. Fino a tarda sera, allora, il presidente Blanc s’è confrontato con i suoi consulenti, con il vice direttore generale Roberto Bettega e il direttore sportivo Alessio Secco. Per dare l’assalto a Benitez, però, restavano poco più di un paio di giorni: pochissimo, insomma, per una mediazione di queste proporzioni. Volendo tentare, il traghettatore verrà lasciato alla fonda per due notti ancora: improbabile, dopo le parole di ieri.Guardando Inter-Juve di fianco alla pensione Ambrosiana di papà, da buon ammiratore di Helenio Herrera, Zac è ora pronto a prendere la squadra, con l’obiettivo di riportarla a quote da Champions League. Sapeva bene, comunque, che il club avrebbe fatto di tutto per prendersi Benitez. Rafa sarebbe venuto di corsa, non fosse così contrattualmente complicato. «Sono molto tentato dall’offerta», ha confidato ieri il tecnico agli amici. Non s’aspettava che la Juve avesse piani d’invasione di tale ambizione e di tale rapidità. Liverpool è ormai una dimora inospitale, per le sue capacità e ambizioni. L’allenatore spagnolo è frustrato: sa bene che a fine stagione i Reds non avranno quattrini sufficienti per puntellargli la squadra. Già quest’anno subito fuori dalla Champions e, di questi tempi, lontana di tredici punti dalla prima in classifica. Forse, il gran colpo può essere tentato: impacchettare uno dei migliori tecnici in circolazione, quasi all’improvviso. Benitez aveva la perplessità di dover pilotare un’auto in corsa, che per di più non ha progettato: ma non è che a Liverpool sia al volante di una fuoriserie. L’affarone si farà, ma quest’estate: quando sarà più semplice. È passata, insomma, l’ultima notte di Ciro, salutato dai tifosi nerazzurri con un grande striscione appeso alla curva: «Ferrara non si tocca. Non si spara sulla crocerossa». All’anima del fair play. Ora toccherà a Zac.

Coppa Italia: Inter 2 Juventus 1. Altro obbiettivo fallito.

Balotelli destinato a fare goal alla Juve
L’Inter accede alle semifinali di Tim Cup. Nell’ultimo match dei quarti di finale a San Siro, gara singola ad eliminazione diretta, i nerazzurri si sono imposti 2-1 in rimonta sulla Juventus. A San Siro la Juventus sblocca al 10’ con il brasiliano Diego con la complicità di un grave errore del portiere nerazzurro Francesco Toldo. Nel finale del primo tempo Felipe Melo tocca con la mano in area: l’arbitro Damato opta per l’involontarietà, mentre i nerazzuri chiedevano il rigore. L’Inter pareggia al 71’ con Lucio che corregge in rete una punizione di Wesley Sneijder. Mario Balotelli firma il gol-vittoria all’89’. L’Inter affrontera la Fiorentina, dall’altra parte del tabellone Roma-Udinese. Il destino di Ferrara ora è segnato, ma Ciro non molla e incassa la solidarietà di Mourinho. «Noi eravamo convinti del fuorigioco di Milito sul gol dell’Inter. Bastano 30" per cambiare le cose, quel fallo per fuorigioco fischiato in nostro favore avrebbe potuto cambiare la storia della partita» dice il tecnico bianconero dopo la fine della gara. Il futuro? «Io a tuttora non ho ricevuto nessuna comunicazione, dunque domani dirigerò l’allenamento».L'allenatore portoghese festeggia ma tende la mano. «Abbiamo giocato bene, abbiamo fatto qualche cambio, ha mantenuto la tranquillità. Quello che è successo nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo meglio dimenticarlo. Nella ripresa abbiamo approfittato del fatto che noi siamo in un buon momento e loro no, quindi è andata bene» spiega ai microfoni della Rai. E Ciro? «Siamo uomini, abbiamo famiglia, non è bello quello che succede, si parla di Benitez, di Zaccheroni, Ferrara merita rispetto. Purtroppo Ferrara vive in un momento in cui nessuno lo rispetta, ma io lo rispetto».

giovedì 28 gennaio 2010

Inter-Juventus in diretta.

Stasera alle ore 20 e 45 Juventusblog trasmetterà in diretta la partita valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia fra Inter e Juventus.

domenica 24 gennaio 2010

Juventus 1 Roma 2

La Roma ha battuto a Torino la Juventus per due a uno. Per i giallorossi hanno segnato Totti - su rigore - e Riise. La rete dei bianconeri è stata messa a segno da Del Piero. La Roma espugna l’Olimpico di Torino con il 2-1 inflitto alla Juventus. Decisiva la rete di Riise al terzo minuto di recupero. Ferrara con il 4-3-1-2: (Legrottaglie preferito a Cannavaro), a centrocampo non c’è il nuovo arrivo Candreva, al suo posto Salihamidzic. Ranieri, atteso ex di turno, con Julio Sergio in posta; Cassetti, Burdisso, Juan e Riise (con Mexes dirottato in panchina); Pizarro e De Rossi in mediana; Taddei, Perrotta e Vucinic dietro la punta Toni. Gara vivace sin dalle prime fasi: dopo una manciata di secondo Del Piero lasciava partire un gran tiro che terminava sopra la traversa. Al 5’ un infortunio fermava Toni e tre minuti dopo Ranieri era costretto al primo cambio. Fuori l’ex Bayern Monaco e in campo Totti. Al 10’ gran tiro da fuori area di Salihamidzic fuori dallo specchio della porta di Buffon. Al 12’ Pizarro serviva sulla destra Vucinic che da posizione defilata calciava sull’esterno della rete. Al 18’ ingenuità di Legrottaglie che serviva involontariamente Totti con conclusione alta del numero 10 giallorosso. Al 20’ il cross di Grygera trovava la deviazione di testa di Amauri ma la palla terminava sul fondo. Al 28’ Vucinic sulla sinistra provava a beffare Buffon con un pallonetto ma l’estremo difensore bianconero era attento. Al 30’ cross di Grosso per Amauri che di testa spediva la sfera di poco fuori. Al minuto 38’ punizione di Diego e deviazione di testa di Del Piero con palla a lato. Prima del riposo (47’) assist di De Rossi per Vucinic che eludeva un difensore e calciava a girare con palla fuori. Al 6’ la Juve sbloccava lo 0-0: splendido sinistro al volo di Del Piero e palla alle spalle di Julio Sergio. Al 23’ fallo in area di Grosso su Taddei e Taglievento indicava il dischetto. Dagli undici metri precisa la conclusione di Totti ad infilare Buffon. Il capitano giallorosso raggiunge Beppe Signori con 188 gol nella classifica dei cannonieri di tutti i tempi in serie A. Al 32’ Ferrara dava spazio a Candreva (al debutto in maglia bianconera) al posto di Grygera. Al 38’ lungo lancio per Riise che a tu per tu con Buffon veniva steso dal portiere. L’arbitro espelleva il calciatore bianconero con Del Piero costretto al cambio per far posto a Manninger. Al terzo minuto di recupero perfetto lancio di Pizarro per Riise che deviava in fondo al sacco la palla del definitivo 2-1 per i giallorossi di Ranieri. «Si vede che era destino, è stato un gol pesantissimo, che vale 3 punti e più di qualsiasi altro». Così ai microfoni di Sky Sport, Francesco Totti commenta la vittoria della Roma sulla Juventus. «Siamo contenti», ha aggiunto il capitano giallorosso, sottolienando «lo spirito della squadra e del gruppo». «È un grande periodo di risultati positivi - ha aggiunto - abbiamo affrontato la Juve a viso aperto. Sono entrato a freddo, non ho fatto un minimo di riscaldamento, era un pò complicato ma con lo spirito giusto è andata». «Dove vogliamo arrivare? - conclude Totti - In questo momento non penso alle altre squadre».
Siamo all'ottava sconfitta in undici partite, per molto meno Ranieri (lo stesso che ieri ci ha dato una lezione di calcio e che ha portato la Roma al terzo posto) sarebbe ed è stato cacciato. Non si capisce bene perchè ci si ostina a tenere Ferrara, o meglio una idea ci si potrebbe anche fare e già la conosciamo tutti.

sabato 23 gennaio 2010

Juventus-Roma in tempo reale

LA PARTITA INIZIA ALLE ORE 20:45, SI PREGA DI PREMERE SU PLAY PER VISUALIZZARE IL MATCH.


Watch live video from alerosanero83_2 on Justin.tv
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La Juve (Blanc) scopre l'esistenza del TAS


Pubblichiamo di seguito un comunicato dell'Associazione "Giulemanidallajuve", sodalizio che raggruppa migliaia di tifosi e piccoli azionisti della Juventus:Dopo aver ingannato per anni milioni di tifosi, con la compiacenza di chi ancora oggi li copre nella speranza di poter intrattenere chissà quali dialoghi, la società ieri ha riscoperto l'esistenza di un ulteriore grado della giustizia sportiva che nel 2006 hanno volutamente ignorato: il TAS.Da ieri è possibile leggere sul sito ufficiale questo comunicato:«I medici sociali della Juventus, i dottori Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini, sono stati squalificati per due mesi dal tribunale Nazionale Antidoping, in seguito al “caso Cannavaro”.La Juventus prende atto della sentenza, ma rimane ferma nella propria convinzione che i dottori Goitre e Stefanini abbiano offerto la massima collaborazione alle istituzioni sportive competenti. La società, pertanto, presenterà ricorso presso il TAS.»Inutile sottolineare come ci sarebbe piaciuto leggere queste stesse parole, con soggetti diversi, in ben altre e più gravi vicende. Perché non ci fu un ricorso al TAS nel 2006? Un ricorso che avrebbero potuto respingere, certo, ma che al 100% non avrebbe portato alcuna “minaccia”, poiché sempre di giustizia sportiva si tratta. Quali vantaggi ha portato rinunciare alla difesa della Juventus? E, soprattutto, a chi?GiulemanidallaJuve

mercoledì 20 gennaio 2010

Candreva giocatore della Juventus.

Adesso tutte le voci trovano l'ufficialità, Antonio Candreva approda alla Juventus dal Livorno con la formula del prestito con diritto di riscatto per la metà fissato intorno ai 7,8 milioni di euro. Candreva effettuerà il suo primo allenamento da Juventino già nella giornata di domani pomeriggio e sarà a disposizione per il match contro la Roma di Ranieri.
Antonio Candreva è nato a Roma il 28 febbraio 1987. Inizia la carriera come calciatore professionista nel 2004 in Serie B con la maglia della Ternana. Dopo tre stagioni passate in maglia rossoverde, nel 2007 firma un contratto con l'Udinese. Il 27 gennaio 2008, a 20 anni, esordisce in Serie A nella partita Udinese-Inter (0-0). Nella stagione 2008-2009 viene ceduto in prestito al Livorno, in Serie B, dove diventa titolare e contribuisce alla promozione in Serie A della squadra amaranto. Il prestito viene quindi confermato anche per la stagione successiva.
Candreva ha fatto anche parte di molte nazionali giovanili a partire dall' Under 18 fino alla Nazionale Olimpica, con la quale ha esordito nel maggio 2008 al Torneo di Tolone. Viene convocato da Casiraghi per partecipare alle Olimpiadi di Pechino dove esordisce nella seconda partita del girone in cui rileva l’infortunato Tommaso Rocchi. Nel 2009 viene inserito nella lista dei 23 convocati per gli Europei Under 21 in Svezia e il 14 novembre dello stesso anno, a soli 22 anni, esordisce in Nazionale maggiore con il c.t. Lippi, giocando titolare nella partita amichevole Italia-Olanda (0-0) disputata a Pescara.

Candreva probabile nuovo giocatore della Juventus. Per chi è l'affare: Udinese o Juventus ?

Bettega e Blanc avevano promesso di operare in questa finestra di mercato Invernale, ed in fatti lo stanno facendo e su questo non si può discutere.
Da discutere invece, è la scelta dei giocatori da portare sotto la mole, lato bianconero. Il primo arrivo è stato Paolucci, giocatore prestato al Siena (ultima in classifica) e considerato riserva dallo stesso club a rischio retrocessione, figuriamoci che si è dovuto scomodare persino Grande Stevens per portare a casa un fenomeno di contenta classe, pagando mezzo milione per riaverlo.
Altra operazione che rientra nello stile bianconero di questi ultimi quattro anni, è il probabile arrivo di Candreva, giocatore dell'udinese ed in prestito a Livorno.Partiamo dal fatto che anche questo, come molti altri in tinta bianconera, è un pallino di Marcello Lippi, a sentire dalle indiscrezioni arriverebbe alla Juventus con la formula del prestito con diritto di riscatto per la metà fissato a 7 milioni di euro. Adesso facciamo due conti: riscattare la metà del cartellino per 7 milioni, significa dare una valutazione complessiva del giocatore intorno ai 14 milioni di euro, somma che sembra spropositata per un giocatore così giovane e che ha toccato la nazionale una sola volta in una amichevole e se consideriamo che abbiamo comprato per meno sia Iaquinta che Sissoko e rifiutato di prendere Xabi Alonso per la stessa cifra, forse è lecito farsi venire qualche dubbio.
Non è forse meglio aspettare il mercato estivo per ragionare bene su chi deve essere acquistato? Se proprio vi è la necessità di comprare un giocatore, non prendiamoli ancora inesperti e se le vogliamo giovani, paghiamoli la cifra che realmente valgono.

martedì 19 gennaio 2010

Le ultime dichiarazioni di Big Luciano.

Oggi, riporto l'intervista che Luciano Moggi (Big Luciano), ha rilasciato e che ho letto sul sito del quotidiano sportivo Tuttosport:
TORINO, 18 gennaio - Luciano Moggi annuncia il ritorno al calcio nel 2011 una volta scontata la squalifica. E confida che potrebbe anche tornare alla Juve se Agnelli prendesse in mano il comando della società.
ESONERARE FERRARA - Nella trasmissione "Studio Stadio" condotta da Paola Delli Colli, che vede tra i protagonisti anche l'opinionista Stefano Discreti, Moggi ha parlato anche della situazione Ferrara: «Ormai Ferrara è da esonerare perché è evidente che lo spogliatoio non lo segue più e poi se la Juventus dovesse perdere anche sabato prossimo contro la Roma la crisi diventerebbe irreversibile. Squadra in emergenza infortuni? Vero, ma i soli Diego e Melo in campo costavano quanto tutto il Chievo. Ferrara pagherà per tutti anche perché Secco non conta e non decide nulla. Quindi cosa lo cacci a fare? Non so comunque chi potrà rimpiazzare Ciro in panchina. Comunque il vero responsabile di questo fallimento è Blanc che rappresenta in pieno l'incompetenza di questa nuova società. Ma vi rendete conto che per sbloccare l'affare Paolucci ha dovuto telefonare in prima persona Franzo Grande Stevens al Presidente del Siena? Paolucci, avessi detto Ibrahimovic…. Blanc sarebbe da cacciare all'istante!! In 3 anni hanno buttato 250 milioni di euro. Noi in 12 anni non abbiamo fatto cacciare un soldo alla Proprietà…. La vittoria contro il Napoli di Coppa Italia forse aveva illuso qualcuno che la crisi fosse finita e che con Lanzafame e Paolucci si potesse risalire la china…».
RITORNO CON AGNELLI - Poi la "bomba": «Nell'estate 2011 finirà la mia squalifica e tornerò nel calcio. Questo a molti da fastidio e spaventa. Un ritorno alla Juve? Non farò mai come Bettega. Con questa dirigenza che ci ha umiliati e che ha cercato in tutti i modi di farci condannare io non voglio avere niente a che fare. Con Andrea Agnelli al comando invece tornerei subito, anche per sdebitarmi con i tifosi juventini che in questi anni mai mi hanno fatto mancare il loro affetto».
CALCIPOLI - Parla anche del processo Calcipoli: «Al processo di Napoli tirererò fuori un'intercettazione tra Baldini e Mazzini, in cui l'ex dirigente della Roma dice a Mazzini che riuscirà a far cacciare dal calcio Moggi, Giraudo e Galliani ma a lui lo salverà in cambio di una sistemazione per il suo amico Renzo Castagnini (oggi alla Juve...). Franco Baldini è un incapace e si pentirà amaramente di aver detto il falso perché a fine processo lo denuncerò penalmente! Come ho fatto a lavorare con Fabio Capello che ne è amico? Chiedetelo al tecnico dell'Inghilterra. Io non ho mai chiesto niente di Baldini a nessuno...».
INTER - Un affondo anche all'Inter: «Con la distruzione della Juventus del 2006, ormai il potere è tutto a Milano. Le squadre milanesi continueranno a dominare in Italia per tanti altri anni, soprattutto l'Inter che più di tutte ha tratto beneficio da Calciopoli. Quest'anno l'Inter senza Ibrahimovic ha più difficoltà ad andare in rete, ma resta comunque la più forte di un campionato mediocre».
Queste sono le parole che l'ex direttore generale della juventus ha rilasciato ieri. Parole per certi versi preoccupanti ed in alcune parti fiduciose. Il fatto che Baldini abbia escogitato un complotto per far fuori sia la triade sia Galliani e che lo stesso dirigente del Milan sia stato salvato in cambio di un favore su un suo amico Renzo Castagnini (oggi alla Juventus come capo osservatori).Come la spieghiamo questa presenza all'interno del gruppo Juventus ? Forse davvero anche la proprietà era al corrente del complotto e lo ha assecondato ? Questo non lo sapremo mai o forse lo sapremo con il tempo, ma una cosa è certa questa nuova famiglia Elkann ha già tante ombre alla spalle e molti teschi nell'armadio.
Non ci resta che sperare nell'arrivo di Andrea Agnelli (un vero Agnelli) e che con lui si ritorni ad una Juventus degna della storia che si porta dietro.

domenica 17 gennaio 2010

Chievo Verona 1 Juventus 0, si sprofonda in un baratro mai visto per la Juventus

Dopo l’illusorio successo in Coppa Italia sul Napoli, la Juventus di Ciro Ferrara ritrova il feeling con la sconfitta: l’inguardabile formazione bianconera perde 1-0 sul campo del Chievo collezionando il quinto k.o. nelle ultime 7 gare di campionato. La discesa verso le zone anonime della classifica prosegue senza interruzioni e il quinto posto è una realtà per i torinesi, fermi a quota 33 dal 6 gennaio. Ferrara sfata un altro tabù: il Chievo, dal 2001 ad oggi, non aveva mai battuto la Juventus in una gara di Serie A. Con la nitida vittoria diventano 27 i punti dei veneti che marciano senza patemi verso la salvezza. La squadra di Domenico Di Carlo può sorridere dopo una prestazione incoraggiante: i veneti mettono in campo corsa e schemi. Tutto il contrario rispetto alla Juve che rischia di finire al tappeto prima ancora che gli spettatori prendano posto sugli spalti. Pronti, via e il Chievo sfiora il gol. Abbruscato, dopo appena 45 secondi, si presenta davanti a Buffon: il portiere, al rientro dopo un mese di stop, salva con un intervento provvidenziale. Dopo il lampo iniziale, il match non decolla: le pessime condizioni del terreno non aiutano le due squadre. La Juve, con l’ultimo arrivato Paolucci in attacco a far coppia con Del Piero, non punge per niente. Il Chievo cerca di sfruttare gli spazi che gli ospiti concedono: al 24’ serve una chiusura provvidenziale chiusura di Melo per fermare Rigoni. La Juve trema al 29’: Chiellini spedisce nella propria porta il pallone crossato da Pinzi, ma l’autogol è cancellato per una spinta di Abbruscato ai danni del difensore bianconero. Il vantaggio dei gialloblu è solo rinviato e arriva, meritato, al 33’. Sardo, contrastato in maniera comica da De Ceglie, può calciare senza problemi da 20 metri: palla all’angolo basso, 1-0. Chi si aspetta la reazione della Vecchia Signora rimane deluso: in campo c’è solo il Chievo che, senza strafare, va vicino al bis con Luciano che al 43’ non inquadra la porta da posizione defilata. All’intervallo, la prestazione della Juve si riassume con lo zero: niente gol, niente tiri, niente occasioni. L’inizio della ripresa non propone variazioni: nell’area di Sorrentino arriva solo una punizione di Diego al 50’. Al 66’ Del Piero, invisibile per un’ora, regala al portiere gialloblu una punizione soft: Sorrentino compie la prima parata della sua giornata. La Juve alza la voce solo per protestare contro l’irruenza di Granoche: l’attaccante del Chievo tocca pochi palloni ma in compenso usa molto i gomiti. Stende Grygera e concede il bis con Zebina, prima di rifilare una tacchettata al naso di Cannavaro. Il difensore centrale rimane in campo e al 76’ cerca fortuna nell’area avversaria: Sorrentino non ha problemi e può godersi da spettatore il finale: la Juve, fedele al copione seguito per tutto il giorno, non tira fino al 90’. A caldo, dopo un incontro negli spogliatoi, Ciro Ferrara è amareggiato. «E’ un periodo negativo, e non voglio trovare degli alibi. Non voglio pensare alle assenze, oggi avevo una rosa ristretta ma chi è andato in campo ha cercato di dare il massimo. Abbiamo subito la rete ma non abbiamo avuto una grandissima reazione, non abbiamo creato occasioni. Nel finale abbiamo provato il tutto per tutto, di sicuro giocare una partita del genere su un campo così non è da serie A. Ma il campo era lo stesso per noi e per loro». Che cosa si può fare per risollevare la squadra? «Ci sono giocatori che non sono in grossa condizioni, ma non ho tante scelte: gli uomini sono contati. Qualcuno avrebbe bisogno di rifiatare, ma in questo momento non ce lo possiamo permettere. Dal punto di vista del morale i ragazzi sono penalizzati». Ferrara non intende però gettare la spugna: «La dirigenza deve valutare la squadra, l’allenatore, ma se il problema è l’allenatore la società me lo verrà a dire. Ma direttamente non mi è mai stato detto, anche se si parla, e si ragiona. In questo momento si prospetta una qualsiasi tipo di valutazione. Io sono convinto che la squadra abbia dei valori che in questo momento non riesce ad esprimere». Secondo Ciro il problema non è il modulo, che può variare ma non troppo dal rombo con Diego dietro le due punte. «In questo momento è giusto fare giocare i giocatori nei ruoli che hanno sempre ricoperto, sarebbe inutile portare Diego sull’esterno e snaturarlo. L’intenzione è dare certezze ai ragazzi e metterli nelle condizioni migliori per esprimersi». La via d’uscita? «Non va bene niente- ragiona Ferrara- se il problema è il tecnico la società lo valuta e giudica ci conseguenza. Ci sono state sette sconfitte, ma cerco di migliorare e di far sentire la fiducia, lavorando sull’autostima. Io ci credo ancora, fortemente».
Testo: La Stampa
Forse, la partita giocata martedì contro il Napoli è stata veramente illusoria, ma non per noi tifosi, quanto per i dirigenti, che forse hanno creduto di aver ritrovato un equilibrio in squadra.Allora però, non hanno tenuto conto, che martedì avevano davanti un Napoli che aveva palesemente rinunciato alla Coppa Italia giocando con nove riserve in campo, già proprio così, il napoli si è potuto permettere di fare turnover contro la Juventus. Mazzarri ha in mente solo un obbiettivo, ed è l'Europa che conta, sacrificando così la coppa nazionale, dove sicuramente siamo andati al turno successivo che ci vedrà sfidare l'Inter a Milano, dove sicuramente anche si trovassimo le riserve non sarà la solita cosa di aver giocato con Napoli.La dirigenza di deve mettere bene in testa che così non si può andare avanti, siamo già fuori dalla Champions, siamo quinti in campionato abbiamo perso una somma spropositata di soldi e se continuiamo così andremo poco avanti anche in Europa League e Coppa Italia, insomma una stagione F A L L I M E N T A R E !!!.
Non prendiamo Hiddink perchè ci costerebbe troppo di stipendio, perchè si svuoterebbero ancora di più le casse, ma non hanno capito che così facendo perderanno anche i proventi per la qualificazione alla prossima Champions e importanti somme per il piazzamento in campionato, allora li, al quel punti si che saranno guai economici, guai che per una juventus che strapaga anche i mediocri, potrebbero essere fatali.

giovedì 14 gennaio 2010

Coppa Italia: Juventus 3 Napoli 0 .. Ciro barcolla ma non molla



Ferrara: stende 3-0 il Napoli, che con Mazzarri nell’angolo non andava al tappeto da dodici incontri, portando la Juve ai quarti di Coppa Italia, dove troverà l’Inter (il 28 gennaio). Ciro salva il posto di lavoro, insomma, che già nel pomeriggio gli era stato tutelato dal cda bianconero: avanti con lui, a meno di epocali disastri. S’allontana così il paffuto, e costosissimo, profilo di Guus Hiddink, per il quale la Juve aveva quasi pronta la lettera di assunzione. Guiderà ancora Ferrara, invece, che in una notte ritrova tanti oggetti smarriti: il rombo di centrocampo, almeno compatto, e Alex Del Piero, ai primi gol stagionali. Una doppietta, addirittura. Poi, chiaro, non potrà essere la fine dei problemi, perché già si era gridato alla resurrezione con Inter e Parma, però poteva essere la fine di tutto.S’inizia con una scenografia da guerriglia urbana che promette un film pessimo. Al primo sottotitolo ci pensa la curva Scirea, con uno striscione infinito, che domina la gradinata lasciata vuota: «Vergognatevi al nostro cospetto: solo noi siamo degni di questi colori». E via alla colonna sonora, contro dirigenza e squadra. Stessa musica anche dopo il vantaggio dei bianconeri, invitati ad andare a lavorare. Spunta la lista dei cattivi (Cannavaro e Melo) e dei buoni (Chiellini). Fin lì, tutto lecito. Finché non si sconfina nell’illegale. Vai con il coro dedicato al «Camerata Buffon», per poi iniziare gli ever green sul Mario interista. «Se saltelli muore Balotelli», antisportivo e incivile ma non razzista (secondo il giudice sportivo), seguito da «Non ci sono negri italiani», razzista e basta. Condanna immediata dello speaker. Più avanti, altri versi razzisti, contro gli avversari del giorno, invocando «acqua e sapone». Una bella tristezza, insomma. L’illegalità comanda anche nello spicchio napoletano, dove fila pure peggio: dentro e fuori lo stadio, il lancio di oggetti ferisce sette steward, uno dei quali finisce ricoverato al Cto. Contusi cinque poliziotti. Decollano anche razzi e petardoni come fosse la notte di Capodanno, per la solita sicurezza made in Italy: alla famigliola requisiscono spiccioli e accendini, le bande ultrà entrano con l’artiglieria. Complimenti al servizio d’ordine, recidivo: stessa cosa domenica con il Milan.Sotto i fuochi d’artificio, e un discreto fumo, si gioca. Ciro rispolvera il rombo: più che la ragione, o la tattica, potè la scarsità di soldati. Undici ne erano rimasti, e quello era l’assetto migliore con i mestieranti a disposizione. Il centrocampo esce incollando Melo, il brutto anatroccolo riscopertosi tosto, in mezzo a Salihamidzic e De Ceglie, due terzini. Non va neppure male, specie quando la Juve si deve coprire, perché la squadra resta cortissima. Si rivede Del Piero, da seconda punta, il suo ruolo: titolare non lo era dall’8 dicembre, la nottataccia del Bayern. Il capitano attacca con un gol in fuorigioco, ma poi, nella ripresa, ne farà due validi: violento piattone su grande cross di Caceres e rigore da specialista (con espulsione di Contini). Fin lì, più che giocare, aveva pigliato botte. Amauri, neppure quelle. La Juve va davanti in modo atipico, ma regolare: contropiede ben pilotato da De Ceglie e finalizzato da Diego, con Datolo a terra. Immediata baraonda di proteste per mancato fair play: solo che il gesto, dopo anni di furbetti, è stato legalizzato dal regolamento. Deve fischiare l’arbitro, in caso di grave pericolo per la salute: nulla di tutto ciò. Ferrara, comunque, s’era a lungo sbracciato, gridando di fermarsi. Alla fine, chiederà altre cose: «Sento tante indiscrezioni su di me, ma sono tranquillo. Certo, dovremo intervenire sul mercato». Nella ripresa, il Napoli ci aveva provato, ma c’era sempre il piedone di Chiello, decisivo, la traversa (su gran sventola di Hamsik) o il mancato fischio di Romeo (mano di Felipe in area). Poi i cazzotti li tirava la Juve: palo pieno di Diego, e la doppietta di Alex. Colpi da ko, stavolta: tenendo in piedi “Rocky”.

Dopo questa prestazione, utile per passare il turno di coppa italia e per rincuorare un poco gli spiriti, ma non certo per convincere, Ciro Ferrare è confermato se non per tutta la stagione almeno fino al Chievo Verona.

mercoledì 13 gennaio 2010

Saranno famosi?: Ambrosiani & Fischnaller

CARRIERA
Nato a Stocolma, figlio di madre svedese e padre del Nicaragua ha iniziato a giocare a calcio con l'Ängby IF all'età di 5 anni, prima di passare a 8 anni al rinomato vivaio del Brommapojkarna e poi a 13 anni alle giovanili del Djurgårdens IF con cui è attualmente ancora impegnato. Il club nutre grossa considerazione per il ragazzo tanto che lo segue moltissimo sia a livello scolastico sia permettendogli di allenarsi frequentemente con la prima squadra.Pur avendo un contratto con il Djurgårdens IF durante l'inverno 2008 ha raggiunto l'Inghilterra per allenarsi per un paio di settimane con l'Academy del Tottenham per raggiungere ,al termine di queste, Vinovo dove è stato aggregato alla Juventus Primavera per alcuni allenamenti:
Da Gennaio è stato acquistato dalla Juventus.
NAZIONALE:
Pur avendo il doppio passaporto ha sempre rappresentato la nazionale Svedese, a partire dalla categoria U15 fino alle partite più recenti, settembre 2009, disputate con la selezione U17 che si è qualificata alla fase Elite


La Juventus rinforza la squadra Primavera di mister Bruni: a gennaio arriva in prestito (con diritto di riscatto della metà) dal Sudtirol il giovane attaccante Manuel Fischnaller, classe 1991, già nazionale italiano per la sua categoria. L’annuncio ufficiale è stato dato dallo stesso club altoatesino (girone A 2a divisione Lega Pro)

Ciro VS Maifredi... scontro fra Titanic

Juventus 0 Milan 3

C’è solo un’anti-Inter. Si chiama Milan. Dopo aver strapazzato il Genoa il «Diavolo» si ripete a Torino superando 3-0 una Juventus fragile e impotente al cospetto di una squadra ordinata e concreta che ha gestito la partita senza alcun affanno e che si è dimostrata decisamente superiore. La vittoria di Parma, invece, ha solo illuso una Juventus che pensava di essersi messa alle spalle il periodo più brutto e che invece è più che mai in crisi. Troppi infortuni, è vero, ma anche pochissime idee, tanta paura in corpo e limiti atletici spaventosi. Per Ciro Ferrara le ore potrebbero essere contate. Vince, anzi stravince il Milan che al 29’ del primo tempo passa con Nesta e nella ripresa, con una doppietta di Ronaldinho, chiude il conto umiliando la Vecchia Signora. I rossoneri restano sullas cia dell’Inter, i nerazzurri hanno sempre 8 punti di vantaggio, ma una partita da recuperare e il derby da giocare. Leonardo, privo di Zambrotta, Seedorf e Pato, conferma l’11 che ha travolto il Genoa puntando sul tridente Beckham-Borriello-Ronaldinho. Ferrara deve rinunciare a sette titolari, si affida ancora al 4-4-1-1 con Diego alle spalle di Amauri e capitan Del Piero in panchina. Avvio grintoso dei bianconeri, ma il Milan controlla bene. Sembra ispirato Diego che, al 13’, fa tutto bene, ma il suo destro a girare è largo di poco. Cresce il Milan che gestisce meglio la palla e al 29’ passa in vantaggio. Sul corner di Pirlo dormita generale della difesa bianconera (sbagliano Felipe Melo, Manninger e Grygera) e Nesta mette dentro senza problemi. La Juve accusa il colpo, al 39’ Chiellini impegna Dida, ma al 45’ è Manninger a deviare in angolo il gran destro di Thiago Silva. La Juve ci mette il cuore in avvio ripresa, ma non riesce mai a creare pericoli e il Milan controlla senza problemi. Ferrara fa entrare Del Piero, poi perde Poulsen per infortunio. Al 27’ arriva il raddoppio di Ronaldinho, il suo colpo di testa, su corner di Pirlo, viene deviato da De Ceglie e Manninger è battuto. Al 43’ Ronaldinho fissa il risultato sul 3-0, ancora sugli sviluppi di un corner. Il Milan si conferma l’unica anti-Inter, la Juve naufraga e viene agganciata al 3^ posto dal Napoli.
Situazione veramente imbarazzante quella di Ciro e di tutta la Juventus, sia il neo allenatore della Roma (Ranieri) che quello del Napoli (Mazzarri) hanno fatto più punti di lui non partendo dall'inizio del campionato. Che non voglia dire niente questo ?, e ancora più importante: che i dirigenti bianconeri non hanno imparato niente da questi due fatti ?

Parma 1 Juventus 2

La Juventus conquista a Parma tre punti importanti per la classifica e per il morale. Salihamidzic e poi un’autorete di Castellini, dopo il momentaneo 1-1 di Amoruso, hanno permesso alla squadra di Ferrara di uscire almeno per il momento da un periodo di crisi di risultati. L’unico neo per i bianconeri è rappresentato dall’infortunio di Trezeguet (la cui entità è da valutare) e l’espulsione con conseguente squalifica per Caceres che salterà così la sfida con il Milan. Guidolin sceglie Biabiany da affiancare ad Amoruso per l’attacco, mentre Ferrara schiera Diego a far da spalla a Trezeguet. I bianconeri passano in vantaggio già dopo 3’ grazie a Salihamidzic, alla seconda marcatura consecutiva. Diego batte un angolo, Chiellini smorza di testa in area e il bosniaco ribadisce in rete alle spalle di Mirante. Il Parma cerca la reazione con Biabiany particolarmente in evidenza, ma Manninger si disimpegna senza problemi, ma nulla può al 25’ quando Legrottaglie si fa anticipare di testa in area da Amoruso che mette alle spalle del portiere austriaco trovando così il pari. Il gol galvanizza ancora la formazione emiliana che prova a segnare il raddoppio prima con Galloppa e poi con Amoruso. Al 39’, però, è la Juve a passare ancora una volta in vantaggio grazie ad una clamorosa autorete di Castellini: Diego crossa dalla sinistra, Grosso devia leggermente ed il difensore parmense di testa mette alle spalle del proprio portiere. Nella ripresa, è la squadra di Guidolin a cercare con insistenza la via della rete, mentre la Juventus si difende e tenta la carta del contropiede. Tra gli emiliani al 21’ entra anche Bojinov per Castellini e la pressione dei padroni di casa lascia in dieci la Juve: l’uruguaiano Caceres, infatti, viene espulso al 28’ dall’arbitro Rizzoli per somma di ammonizioni. Ferrara si cautela facendo entrare Grygera per Diego e poco dopo De Ceglie prende il posto di Salihamidzic; dall’altra parte Guidolin tenta il tutto per tutto inserendo il quarto attaccante: Paloschi sostituisce Galloppa ed Amoruso al 40’ sfiora il pari, ma il suo tiro finisce di poco fuori. Il finale è un forcing parmense, ma la difesa della Juve fa un buon lavoro ed i bianconeri tornano a casa con tre punti preziosi.«Non ero preoccupato per la panchina, ero preoccupato per i problemi da risolvere», Ferrara esordisce così dopo la vittoria esterna sul Parma. «Dobbiamo ritrovare spirito ed entusiasmo dopo le ultime sconfitte - prosegue l'allenatore bianconero -. La sosta forse ci ha aiutato a stemperare le tensioni e oggi abbiamo vinto una gara importante». Contro il Parma la Juve si è schierata con un inedito 4-4-2, con il brasiliano Diego molto avanzato: «Volevamo tenerlo più vicino alla porta del Parma. Non ha tirato ma è stato comunque bravo a creare pericoli», ha concluso Ferrara.

Al Ittahad 2 Juventus 2

Si chiude con un pareggio il 2009 della Juventus. I bianconeri sono stati fermati sul risultato di 2-2 nell'amichevole disputata in Arabia Saudita sul campo dell’Al Ittihad. La squadra di Ferrara è stata raggiunta sul finire del primo tempo da un gol di Aissa dopo avere replicato con Giovinco e Poulsen al vantaggio iniziale dei padroni di casa, firmato da Khariri.IL MATCH - Viste le tante assenze, il tecnico bianconero ha preferito accantonare i vari 4-3-1-2 e 4-2-3-1 per affidarsi al più equilibrato e solido 4-4-2, ma nonostante la variazione del modulo, non sono mancati i 'soliti' problemi. Tra le note positive, da segnalare l'ingresso in campo fin dalle prime battute di un buon Del Piero al fianco dell'altro inossidabile Trezeguet. Ma a passare per primi in vantaggio sono stati i sauditi che all'11' hanno sfruttato al meglio una indecisione di Manninger su una conclusione non proprio irresistibile dalla distanza di Khariri. La gioia dei gialloneri di casa è durata appena cinque minuti perché, a riportare le sorti del match in parità, ci ha pensato Giovinco. A dare il vantaggio ad una Juve tatticamente e tecnicamente superiore è stato poi Poulsen, bravo ad anticipare tutti e girare a rete di testa un assist di Del Piero. Se 'Pinturicchio' è parso in grande spolvero, non si può dire lo stesso della difesa che sul finire della prima frazione ha concesso all'Al Ittihad il pari: azione di pregevole fattura con conclusione finale di Aissa. Il risultato non cambia nel secondo tempo: finisce 2 a 2. Per la Juve, una sgambata utile a ripartire in vista della trasferta in programma il 6 gennaio quando, alla ripresa del campionato, i bianconeri affronterà il Parma allo Stadio Tardini.
Articolo tratto integralmente dal sito Del Corriere della Sera
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